Dopo gli incontri fatti al Meeting
Cari amici, Gesù mi sorprende ogni giorno con la Sua Grazia, come è accaduto in questi giorni ascoltando Julian Carron, durante gli esercizi del Gruppo Adulto (sono dei consacrati che vivono nel mondo lavorando). Sentire quell'uomo, come dissi durante la Messa di sabato 14, è stato come risentire, ma soprattutto riaccadere con una intensità di un uomo di 61 anni che da sempre "coltiva" gelosamente la ferita del desiderio di pienezza, quanto percepito moltissimi anni fa nell'incontro con Giussani. Seguire, stare attaccato a quest'uomo, prendendo sul serio il suo magisterio mi permette di vivere drammaticamente tutto, mi permette di non dare nulla per scontato, di mendicare ogni attimo. La purezza della sua religiosità, la certezza della sua fede, capace di sorprendere ogni aspetto della propria umanità è di un fascino unico. Mentre lo ascoltavo parlare dell'io, dell'obbedienza alla propria umanità pensavo ai 3 discepoli di Gesù sul Tabor, ai due discepoli di Emmaus "non ci ardeva il cuore mentre parlava con noi?". Ringrazio Dio di quest'uomo a cui offro la mia vita perché è la continuità chiara, carnale di Giussani. Sono tornato ad Asunciòn come quei due di Emmaus, desideroso di riabbracciare tutti, di abbracciare l'enorme schiera di amici che dopo il Meeting mi hanno letteralmente preso di assalto, con moltissime e-mail, ognuna con un dramma, con una gioia da comunicare. Una cosa miracolosa, che testimonia quanto il cuore umano ha sete di ciò che Giussani e Carron, con una insistenza che mi commuove, continuamente ci reclamano. Incontrare Carron a San Paolo è stato per me rivedere, rigustare l'abbraccio pieno di umanità e tenerezza di Giussani. Quell'abbraccio che oggi lunedì 15 settembre mi ha permesso, insieme a Paolino e Daf, di incontrare, come ogni lunedì mattina il vicepresidente della Repubblica che puntualmente alle 6 recita Lodi e fa colazione con noi. Però il miracolo dei miracoli è che questa mattina con il vicepresidente è venuto, fra la sorpresa di tutto il paese, il nuovo Presidente della Repubblica, l'ex-vescovo Lugo. E' stato un momento commovente che mi ha lasciato sconcertato, perché è stato un miracolo, sapendo come fra noi e lui fino alle elezioni del 20 aprile in cui è stato eletto a maggioranza assoluta Presidente, avevamo lottato perché non fosse votato, anche con articoli abbastanza duri...e sempre dentro un rapporto preciso con il Nunzio Apostolico. Una volta di più si compie quanto Giussani ci ha insegnato e che Carron riprende continuamente: "Solamente chi è impegnato con il proprio io, con la propria umanità sente l'io di tutti come parte di sè.". Questa mattina quando dopo aver pregato con il vicepresidente, lui stesso ha chiamato il Presidente in partenza per il Cile, per la riunione di emergenza di tutti i presidenti Latinoamericani per l'emergenza drammatica della Bolivia. E' stato con noi un'ora, volendo vedere tutti gli ammalati e sfilando davanti ai bambini poveri della nostra scuola. Quindi una buona colazione, un dialogo sincero, schietto e pieno di carità, con la consegna di una buona grappa, di un libro di Giussani. Commoventi le parole sull'opera dette dal Presidente ai mezzi di comunicazione sociale, presenti in massa. Che dire? Grazie o Gesù e Maria addolorata perché una volta in più mi mostrate che "quell'ingenua baldanza" di cui parlava Giussani negli anni della nostra giovinezza a 62 anni la vivo in modo infinitamente più grande. Ancora si documenta che il "politicamente corretto", il "savoir faire" ha poco a che fare con la chiarezza della propria fede. Il problema è solo uno per dialogare: che il mio cuore sia strapieno di Cristo fino a straripare per l'abbondanza della gioia di vivere. Ve lo garantisce un depresso di cui Dio si serve per mostrare a tutti che Lui ama l'uomo e lo vuole salvare. Un'ultima parola (poi risponderò personalmente) a quanti mi hanno detto: perché tenere in vita il piccolo Victor, il bambino terribilmente deformato che è il santo di questo mese? Non sono io, nè noi che lo teniamo in vita. E' Dio che lo mantiene in vita, perché noi l'unica cosa che facciamo è dargli da mangiare per sonda e un drenaggio (non so se il linguaggio è corretto) per permettere all'acqua della testa di smaltirsi. E' Dio che lo mantiene in vita, questa piccola ostia bianca, che come Gesù soffre crocifisso sulla croce e gemendo continuamente. Come vorrei che foste qui con me per guardarlo coi miei occhi e sentire viva la Presenza di Cristo. Uno non decide quando nasce e neanche quando muore. E' un problema di Dio e Dio, come ha permesso che questo povero uomo che sono passasse per una depressione in cui l'unica cosa che voleva era di morire perché capisse il valore della sua vita, così vuole che Victor sia come Suo Figlio, strumento di salvezza. Ma capite che io sto in adorazione davanti a lui? Lui è Gesù. Se lui non ci fosse, non ci sarebbe Cristo, io non esisterei. Amici, o capiamo che la questione si gioca su una domanda sola: Dio esiste o no? Se esiste, come credo più che al sole che mi brucia, allora Victor fa parte come me, come te, di un disegno bellissimo che io già vedo e spero che anche voi nel tempo vediate. Dio mio quanto mi fanno soffrire coloro che si pongono anche solo la domanda: ma perché Victor vive in quelle condizioni? Ma io do la mia vita perché Dio faccia di lui ciò che solo Lui conosce.
con affetto, P. Aldo Trento |