Glossario Iconografico

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A
AKATHISTOS: lett. "non seduto". Inno di ringraziamento dell'ufficio bizantino che si canta in piedi il sabato della 5^ settimana di Quaresima. Composto da Romano il Melode nel IV secolo è un acrostico di 24 strofe (ikos) corrispondente alle 24 lettere dell'alfabeto greco. Nell'anno 626 fu aggiunta una 25esima strofa di ringraziamento alla Madre di Dio per aver salvato Costantinopoli dagli Arabi e dai Persiani

ACHEIROPOIETA: immagine "non fatta da mano umana", la cui origine è da attribuire a un evento prodigioso

AMNÒS: letteralmente "agnello" indica la particella a forma quadrata che il sacerdote ricava dal pane eucaristico e che ha inciso il monogramma di Cristo

AMPOLLE: piccoli contenitori in metallo o terracotta che i pellegrini utilizzavano per conservare l'olio preso dalle lampade che ardono presso le tombe dei santi o l'acqua delle sorgenti miracolose; portano l'immagine del santo e così divennero i prototipi di successive icone

ANACORETA: dal greco "anachorein" (ritirarsi) ha come suo sinonimo il termine "eremita" da "eremos" (deserto o luogo solitario)

ANAGOGICO: dal greco "anagoghé" (ciò che innalza, che eleva) si dice di un'immagine che innalza lo spirito verso le cose invisibili

ANALOGION: pulpito o leggio sul quale viene esposta l'icona

ANASTASIS: lett. "resurrezione": l'icona della discesa di Cristo agli Inferi

APOFASI: teologia negativa che si avvicina a Dio per la via della negazione

APOFTEGMI: raccolte anonime di parole e opere dei primi "abba" del deserto dell'Egitto raccolti dalla tradizione orale copta e poi trascritti in greco in ordine alfabetico

ARCHIMANDRITA: il superiore di un monastero greco-ortodosso

ARTOFORION: dal greco "portatore del pane", (in slavo viene tradotto "conservatore dei doni") è un piccolo tabernacolo in cui si conserva il pane eucaristico

ARTOS: pane eucaristico

ASKITIS: asceta

ASSIST: sottili colpi di luce, striature d'oro o di colore molto luminoso, che irradiano dal volto, dalle vesti (persino a volte dagli edifici); esprimono santità e illuminazione, deificazione della carne, una vera e propria teologia della luce

B [^indice]
BENEDIZIONE GRECA: il pollice e l'anulare della mano destra si uniscono lasciando l'indice diritto, e formando così l'anagramma di Cristo: IC XC (manuale monte Athos). Le due dita che si uniscono indicano anche l'unione della natura umana e divina di Gesù

BEMA: il santuario, la parte più sacra del tempio dietro all'iconostasi dove si trova l'altare

C [^indice]
CENOBITI: i monaci di un cenobio dove si fa vita comune

CHERUBINO: creatura angelica dalle molte ali

CHITONE: sottoveste o veste da casa dei Greci, ornata da una fascia colorata (stichos o clavus)

CLAMIDE: mantello leggero dei cavalieri e dignitari bizantini

CLAVIO: (in greco stichos, in latino clavus) larga fascia ornamentale laterale sulla manica della tunica (chitone) di Cristo e degli apostoli

CRISOGRAFIA: fondo oro che caratterizza le icone, anche se in alcune è sostituito da fondi rosso o blu. Gli abiti e i volti ricoperti di striature oro sottolineano la luce della divinità di Cristo. Sui santi dicono la loro trasfigurazione e divinizzazione

CULLA: parte centrale della tavola dell'icona, ribassata di qualche millimetro così che intorno si formi una cornice

D [^indice]
DEESIS: "intercessione" della madre di Dio, Giovanni Battista, apostoli e santi chini ai lati del trono di Cristo, intercedono a favore dei fedeli

DEIPARA: "Colei che ha partorito Dio" è il titolo concesso alla Madre di Dio dal concilio ecumenico di Nicea del 325

DIAKONIKON: lo spazio dietro l'iconostasi, a destra del bema, dove si conservano i paramenti, gli oggetti, i libri sacri e tutto ciò che serve per la liturgia

DIACONO: al servizio del sacerdote durante la liturgia, vestito con stikarion e l'orarion. Nelle icone se il diacono è santo viene raffigurato con l'incensiere e lo scrigno dei santi doni

DISCOS: la patena dove si dispone il pane eucaristico (artos) frazionato in pezzetti (melismos)

DODEKAORTON: dodici grandi feste dell'anno liturgico bizantino (in russo prazoniki). Le feste despotike, cioè di prima classe, sono precedute da un giorno di vigilia (preortia), sette di dopo-festa (meteortia) e un ottavo giorno di congedo (apòdosis)

E [^indice]
EISODOS: dal greco " ingresso": le icone della Presentazione al Tempio (di Maria e di Gesù) e dell'ingresso a Gerusalemme

EMMANUELE: Cristo bambino o giovane imberbere

EPIGONATION: stoffa ricamata e inamidata, a forma di rombo, pende dal fianco destro del celebrante, appeso a un nastro che gli passa sopra la spalla; si usa nelle solennità

EPITAPHION: velo con il compianto funebre di Cristo morto che viene solennemente portato in processione in chiesa il venerdì (parasceve) e il sabato santo

EPITRACHELION: stola sacerdotale di rito orientale con scene evangeliche

ESCATOLOGIA: tutto ciò che concerne gli avvenimenti ultimi

ESICASMO: dal greco "esychia" (lett. "refrigerio"), termine monastico che indica la quiete, il silenzio e la pace dell'uomo che, libero da passioni e turbamenti, si raccoglie e riposa in Dio. Antica corrente spirituale ripresa nel sec XV da Gregorio Palmas, l'esicasmo si caratterizzata per la ricerca della luce (energia divina increata) e per la ripetizione della preghiera di Gesù

ESTASI: uscire da sè nella preghiera

ETIMASIA: lett."preparazione del trono" per il giudizio finale: su un cuscino è posto il mantello del Giudice, un Libro chiuso, la Croce e gli strumenti della passione

F [^indice]
FELON: da "phelonion", manto liturgico sacerdotale e vescovile di origine antica in uso in Grecia e poi diffuso in Russia, senza apertura, corto davanti lungo dietro; nelle icone i vescovi dei primi secoli come san Nicola sono rappresentati con il felon, che poi viene sostituito dal sakkos

FILOCALIA: raccolta di detti e fatti dei Padri del deserto (vedi apoftegmi)

FILOXENIA: ospitalità di Abramo ai tre angeli-pellegrini, rivelazione trinitaria

H [^indice]
HIMATION: dal greco "mantello" la (toga dei romani) che Cristo portava sopra la tunica

HYPAPANTE: dal greco "incontro": Gesù tra le braccia del vecchio Simeone

HOROLOGION: libro liturgico bizantino simile al Libro delle Ore latino

I [^indice]
ICONA: dal greco "eikon", cioè immagine, più specificatamente attribuito alle immagini sacre, destinate ad un uso liturgico (ma anche domestiche, da viaggio, da processione)

ICONOCLASMO: o iconoclastia, cioè "distruzione delle immagini", è quel movimento che avversò l'uso delle immagini tra il 626 e l'842, provocando molti martiri e la scomparsa di molte immagini sacre, spezzate e date alle fiamme

ICONODULI: servitori delle immagini

ICONOFILI: amanti delle immagini

ICONOSTASI: lett. "luogo delle icone" è il tramezzo di legno ricoperto di immagini sacre (ffisse o mobili) che divide il "naos" dal "bema", cioè la navata dal presbiterio

IC XC: diagramma "Gesù" e "Cristo" scritto sulla sua icona

IEROMONACO: monaco che ha ricevuto l'ordine sacerdotale

IERONDA: l'anziano, il saggio del monastero orotodosso (corrisponde allo starestz russo)

IGUMENO: superiore di un monastero cenobitico

IPOSTASI: unità in Cristo della natura umana e divina

J [^indice]
JHWH: tetragramma di Javhè, che significa "Io sono colui che sono": è il nome di Dio, impronunciabile presso gli Ebrei anche durante la lettura dei testi sacri

K [^indice]
KATOLIKON: la chiesa principale di un monastero greco, separata dagli altri edifici e situata nel mezzo del recinto del monastero

KENOSIS: spoliazione, abbassamento, annullamento, rinuncia, morte: icona Battesimo di Gesù, Crocifissione, Discesa agli Inferi

KONTAKION: inni liturgici simili ai tropari ma che si concludono con acclamazioni

KLOBUC: copricapo semisferico con due fasce laterali ornato con piccole croci e cherubini usato dai mnetropoliti

KOUKOULION: cappuccio che copre testa e spalle del monaco che indossa il "grande skema" durante il pranzo e la preghiera comune

L [^indice]
LAVRA: dal greco "via", strada intorno a cui si raccoglievano le piccole capanne ("kellia") degli eremiti greci

LEVKAS: dal greco "bianco" è la preparazione del fondo dell'icona fatta di colla, gesso, polvere di alabastro

LIK: sguardo, volto inteso in senso non fisico ma che assume una dignità espressiva spirituale

LOROS: omophorion solenne che avvolge il corpo due volte e viene portato sopra le vesti dall'imperatore o dagli arcangeli Michele e Gabriele

M [^indice]
MANDYLION: dall'arabo "asciugamano", è il lino o sudario sul quale Cristo lasciò impresso il suo Volto Santo per mandarlo a Emessa da re Abgar, dove rimase fino al 944; poi fu trasferito a Costantinopoli, in Santa Sofia, e rubato nel 1204

MANUALI DI PITTURA: Dionigi di Furna, Ermeneutica della pittura (secolo XVII); Foti Kontoglou, Ekphrasis (Trattato di iconografia ortodossa)

MAPHORION: manto rosso porpora che avvolge la Madre di Dio ricoprendo la sua umanità (la veste azzurra) di dignità regale

MELISMOS: frazione del pane eucaristico

METAMORFOSI: dal greco "trasfigurazione", rappresenta il momento in cui Gesù si trasfigura davanti ai suoi apostoli sul monte Tabor

METANOIA: rovesciamento dell'intelligenza e del cuore, di tutto il nostro modo di cogliere il reale

METANIA: inchino profondo (piccola metania) oppure prostrati con la faccia a terra (grande metania)

MENOLOGIO: raccolta vite santi secondo il calendario liturgico

MIROFORE: donne portatrici di unguento e profumo (myron) per la sepoltura di Criito

MITRA: copricapo alto e diviso nella sommità in due punte

N [^indice]
NAOS: navata della chiesa

NIMBO: aureola d'oro intorno capo di Cristo (con la croce, detto "nimbo crocifero"), di Maria e dei santi

O [^indice]
OMOPHORION: lunga stola generalmente bianca e ornata di croci, sviluppo del loros, di derivazione imperiale, indica la dignità vescovile: viene incrociata sul petto e ricade sul braccio sinistro; termina con tre linee che indicano l'ordine diaconale, sacerdotale e vescovile

ORARION: lunga fascia che il diacono porta sulla spalla sinistra sopra lo stikarion e, durante la preghiera, tiene alzata con la mano destra; oggi l'orarion è bianco come lo stikarion ma nelle icone antiche può essere rosso o nero anche se lo stikarion è bianco

P [^indice]
PATIBULUM: parte orizzontale della croce sulla quale venivano legate o inchiodate le mani del condannato prima di essere innalzato sul palo verticale (stipes) della croce

PHELONION: veste liturgica

PODLINIKI: manuali usati dagli iconografi per la corretta raffigurazione dei soggetti; il più famoso esempio è il "Manuale della pittura" del monaco e pittore Dionigi di Furna

POLOS: sfera trasparente con la croce e il monogramma di Cristo, indica il cielo, è simbolo di forza e potere e viene tenuta in mano da Cristo, dagli arcangeli o dall'imperatore

PORTE REGALI: porte centrali dell'iconostasi da cui il sacerdote accede durante la liturgia

PORTE DIACONALI: a destra e a sinistra delle porte regali introducono rispettivamente nel diakonicon e nel proskomidion

PREPODOBNYE: titolo dato a tutti i santi monaci della Chiesa russa, che significa "molto simile", sottinteso a "Cristo" o ai martiri

PREGHIERA DI GESÙ: consiste nella ripetizione continua, ritmata sul respiro e sui batti del cuore, delle parole "Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio , abbi pietà di me peccatore"

PROSKYNETARIA: leggi, sostegni o piccole edicole in cui le icone vengono poste per facilitarne la devozione: incensamento, genuflessione, bacio

PROSKINESIS: (gr. proskinesis=onorare prostrandosi fino a terra) inchino profondo davanti a un'icona che si accompagna al segno della croce, al bacio dell'immagine e all'accensione di un cero

PROSKINETARION: leggio o edicola dove vengono esposte le icone del santo o della festa per facilitarne la devozione che consiste in aspersioni con l'acqua benedetta, incensamento, genuflessioni, segno della croce e bacio delle icone. Il leggio su cui poggia l'icona è ricoperto di un drappo che pende fino a terra generalmente ricamato con croci (etimasia)

PROSKOMIDIA: il sacerdote prepara il pane benedetto sul discos (o patena) e prega per le anime dei fedeli vivi e morti

PARUSIA: la seconda venuta di Cristo alla fine dei tempi

PATERIK (paterikon): raccolte russe di vite di santi, monaci e padri della Chiesa

PLURISTAURICA: (polystaurion), la parola significa "con molte croci" e si riferisce alle vesti liturgiche (felon, saccos) tessute o ricamate appunto con molte croci

PODLINNIKI: "testi autentici", manuali salvi di pittura guida con i modelli per gli iconografi

PROSKOMIDIA: rito della preparazione dei doni

PROTHESIS: l'abside di sinistra dove si celebra il rito della preparazione dei pani

PROSFORA: i pani che si usano per la consacrazione

R [^indice]
RASKOLNIKI: setta russa dei "vecchi credenti", tradizionalisti che non volendo accettare la riforma liturgica del patriarca Nikon si separò dalla Chiesa dopo il concilio di Mosca del 1666 e il cui principale esponente fu l'arciprete Avvakum, bruciato sul rogo nel 1682

RIPIDION: ventaglio liturgico rotondo di metallo, con inciso un cherubino o un serafino, usati dai diaconi

RIZA: lamina di copertura parziale in oro o argento, cesellata finemente e con inserimento di pietre preziose e smalti che lascia scoperto i volti, le mani e i piedi; impreziosisce le icone, soprattutto quelle ritenute miracolose

ROSARIO PREGHIERA DI GESÙ: fatto di lana intrecciata o cuoio veniva portato in mano o intorno al polso del monaco per recitare la giaculatoria "Gesù Cristo, Figlio di Dio , abbi pietà di me peccatore" quando si trovava lontano dal monastero al posto dei salme delle ore canoniche secondo tabelle prestabilite. Ad esempio: Mattutino 700 o 400 o 200; Ora prima 150 o 100 o 50; Vespri 100 o 200. Il rosario terminava con due pendagli triangolari di cuoio con incise preghiere o immagini sacre

S [^indice]
SAKKOS: tunica di derivazione imperiale usata dal vescovo, aperta sui due lati e chiuso da bottoni, in sostituzione del più antico felon

SCABELLUM PEDUM: traversa poggiapiedi della croce che sosteneva il corpo dei condannati

SKEMA: in greco "veste", è in realtà una stola monastica (analabos) che copre il corpo davanti e dietro, la ci parte anteriore è coperta di croci e iscrizioni; il monaco ordinario indossa il "micron skema" (piccolo abito) mentre il monaco di stretta osservanza il "megalon skema" (grande abito)

SEMANTRON: asse di legno, generalmente appeso nei chiostri dei monasteri, che viene battuto come una campana per chiamare i monaci alla preghiera

SERAFINI: il loro nome deriva dal termine ebraico serafim legato al verbo saraf, che significa bruciare; sono creature angeliche con sei ali, di cui con due si coprono la faccia, con due il corpo

SINASSI: assemblea liturgica: la sinassi eucaristica è la messa

SKITI: deriva da askiti (asceta) ed è un insieme di piccoli eremi di singoli o piccole fraternità chiamate kalìvi (capanna). E' invece chiamato kellion la cella eremitica o la comunità di asceti più grande della kalivi ma inferiore a una skiti

SPAS: in russo "Salvatore"

STARETZ: (geronda in greco): "vecchio pieno di bellezza" (kalogeros), uomo spirituale, illuminato dalla grazia, dotato del dono del discernimento delle menti, intorno a cui si raduna una piccola comunità di discepoli

STAUROTECA: reliquiario contenente una particella della vera croce; icona in cui è inserita una croce di metallo a otto punte

STICHOS: nome greco che corrisponde al latino clavio (vedi clavus), fascia che circonda il braccio destro della tunica di Cristo, generalmente dorata, e ne indica la divinità

STIKARION: è la veste più semplice che può essere indossata da tutti coloro che durante la liturgia svolgono un compito di servizio come i cantori, i lettori, chi prepara l'incenso o porta il cero

STIPES: il palo verticale della croce che normalmente si trovava già conficcato nel terreno e al quale veniva aggiunto il patibulum che il condannato portava sulle spalle fino al luogo della crocefissione

STILITA: anacoreta che fa il voto di vivere su una colonna da cui predica, guarisce, dà consigli e dove fa vita di penitenza e, se sacerdote, celebra l'eucarestia

STOLA: (epitrakelion) intera o in due pezzi, a volte chiusa davanti da bottoni, è l'ornamento del vescovo e del sacerdote che si porta diritto, appeso al collo, sopra il sakkos; un suo sviluppo più ricco e sontuoso è l'omoforion vescovile

SUPPEDANEUM: (sotto i piedi) veniva inchiodato allo stipes perché il condannato a morte potesse stare in piedi

SYNTHRONON: (trono condiviso) indica appunto un trono collettivo, per esempio unico per le tre persone della Trinità o per i patriarchi Abramo, Isacco e Giacobbe ma anche per i dodici apostoli nell'icona della Pentecoste

T [^indice]
TEOFANIA: manifestazione della divinità di Cristo, si divide in grande (Battesimo) e piccola (..)

TRICHINAS: del cilicio

TROPARIO: inno variabile breve della liturgia ortodossa che descrive in forma poetica il significato delle feste e quindi aiuta il pittore di icone nella composizione

TSHIN: fila, ordine, registro dell'iconòstasi

U [^indice]
UBRUS: velo e fazzoletto

UMILENIE: tenerezza

V [^indice]
VELUM: cuffia pieghettata

VERONICA: la donna guarita dal flusso di sangue toccando il mantello di Cristo ne avrebbe poi raccolto l'immagine del Volto sofferente sul calvario, creando così la fonte per una serie di Volti di Cristo detti appunto "veroniche", di cui il principale si conserva a Roma

Tipi di icone della Vergine

ODIGHITRIA: in piedi col Bambino in braccio, la prima si dice fu dipinta direttamente da san Luca come un ritratto dal vero

TEOTOKOS: Madre di Dio, titolo attribuito a Maria dal Concilio di Efeso nel 431

BLACHERNITISSA: Vergine col Bambino su modello custodito nel santuario delle Blacherne a Costantinopoli

ELEOUSA: Misericordia

EPISKEPSIS: protettrice

GALAKTOTROPHOUSA (o Lactans): colei che allatta

GLICOFILOUSA: del dolce bacio

UMILIENE: della tenerezza

PANTANASSA: regina del mondo

PANAGHIA: tutta santa

PARACLESIS: intercessione (e deesis?)

PLATYTERA: orante con o senza il Bambino, più vasta dei cieli perchè ha contenuto nel grembo il creatore dell'universo

POKROV: velo della Vergine che protegge i suoi figli

PSYCHOSOSTRIA: salvezza delle anime