Il volto stupito delle cose

©1998 - Edizioni Ares
pagine: 188
poesie: 144
sito dell'editore: www.ares.mi.it
Poesia

Le onde scavano la sabbia
Gli uomini impastano mattoni
Il sole asciuga e la luna bagna
Il volto stupito delle cose

Chi verrà ad accendere
Un fuoco nel cuore?
Chi aspergerà di rugiade la piaga?
Chi edificherà la casa?

Verremo alla Tua dimora
Con canti di gratitudine.

Recensioni

Cesare Cavalleri, postsfazione al libro, Edizioni Ares (1998)
La singolare tenuta della scrittura di Alfredo Tradigo nel lungo arco di quasi un quarto di secolo (ma, anagraficamente, da una giovinezza a una giovinezza più matura) testimonia l'autenticità di una vocazione poetica che, a lungo coltivata nel silenzio, sboccia ora in questa raccolta umile e fervida. Impressioni esistenziali, paesaggi urbani che trascolorano in reminescenze naturali, stagioni non cronologiche ("L'estate / è un desiderio del cuore"), intrecciano un soliloquio aperto a un Tu sentito come presenza non solo nelle sezioni del libro esplicitamente dedicate ("Gesù", "Natale", "Pasqua"). A riprova che la poesia, quand'è vera, è sempre un dialogo (magari sofferto, magari combattuto) con l'Altro (ma, nel caso di Tradigo, vittoriosamente pacificato anche in preghiera). Nel volto "stupito" delle cose, il poeta trasferisce il suo stupore (tecnicamente è la figura sintattica dell'ipàllage), che si fa pronuncia e sguardo nella versificazione semplice e nel contempo esperta, come esemplarmente avviene perfino nei toni calcolatamente ingenui della filastrocca ("Infanzia", "Passero d'oro", "Canoa") in cui Giorgio Caproni fu maestro.

Paola Brizzi, per Tracce, marzo 1999
Il volto stupito delle cose, pubblicato presso le Edizioni Ares, è la prima antologia che raccoglie l'itinerario poetico completo di Alfredo Tràdigo. Con le sue 144 liriche suddivise in 13 sezioni tematiche ripercorre il viaggio del poeta al ritmo delle stagioni, tra le città, la gente e le strade, verso una pienezza mai definitivamente conquistata. Con un linguaggio esatto ed essenziale, che riflette la semplicità stessa delle cose, l’autore vuole suggerire la fragilità della realtà, “dove nulla accade / e tutto si prepara”, ma insieme quella tensione che interamente la percorre e rende vivi tutti gli oggetti del mondo. Ed è proprio questa attesa il filo conduttore della raccolta, “questa attesa / senza parole” nelle “strade vuote” dove la vita passa, come il poeta stesso suggerisce, dispiegando il proprio canto in un dialogo aperto con un Altro, quel Tu che dà il titolo all’ultima sezione, che solo alla fine si scioglie in preghiera.

Per stupirsi basta Cusano Milanino
Curzia Ferrari, Letture, maggio 1999
Il percorso del libro si snoda in mezzo al “volto delle cose”: l’autore le osserva stupito, sicché il suo stupore le illumina facendole preziose. La meraviglia è un grande dono di Dio: ci spinge fuori dalla caverna dello scetticismo, ci dà il senso dell’ineffabile, facendoci scoprire diverse le cose più usuali. E in questa raccolta c’è il pathos dell’essere uomo, la consapevolezza ferma e pudica di ciò cui innanzitutto siamo chiamati: la contemplazione.
Ma contemplare e stupirsi significa per Tràdigo anche raccogliere il pensiero sui misteri fondamentali. C’è nel libro una sezione dedicata al dialogo con il Lui Supremo. Forte il senso del debito d’amore. Quindi non solo fiori e stelle, giardini frutti e montagne… a dirci che è il luogo interiore a contare. Ma anche una versificazione-preghiera, risolta in un semplice e molto accattivante processo dialettico.