Cercando il cervo

Premio Nazionale Poesia APUDMONTEM
©2003 - Book Editore
pagine: 105
poesie: 76
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Poesia

E del Cervo l’anima piena passa
sfiorando incerte radici
rosse ombre di larici

Passa con l’occhio ferito
dal terrore che sempre in sé semina
affida – nel generarsi tra i boschi
a una nuova generazione

Per le sue corna d’oro lottano i Popoli
per amore del suo trofeo
odiano il Portatore
– lo uccidono spietati

Passa – già colmo d’anima
rompendo rami secchi
piegando i verdi
percuotendo sambuchi

(tam-tam silenzioso di zoccoli
fruscio che sparisce
- fiato tiepido che scioglie la neve)

Segue il suo andare – va
verso spazi selvatici

(solo il vento ne distingue l’odore
- rintraccia la peste)

Va dove trabocca l’anima
in una polla che ride
d’erbe più nuove
di un tempo che fine non ha.

Recensioni

Cesare Cavalleri, postsfazione al libro, Book Editore (2003)
Contrariamente alla tradizione biblica che nel cervo solitario identifica l’anima assetata di Dio, qui il cervo affascinante e sfuggente, che si mimetizza nell’ombra “del larice assorto” è Cristo stesso, preda agognata e impervia… E’ una sorta di cerca del Graal che si conclude in visione estatica, in mistico contatto. Nessuno, prima d’ora, aveva avuto tanta audacia, mai prima d’ora la poesia aveva forzato più vittoriosamente il proprio limite.

Come cervi alla fonte della lirica
di Franco Loi, Il Sole 24 Ore, 6 luglio 2003
“Ho acceso troppe volte / la stessa poesia / fino a consumarne la cera” dice una breve lirica di Alfredo Tràdigo. Subito mi vien in mente Dostoevskij: “Del resto si tratta dello stesso romanzo, il mio unico romanzo”. Paul Eluard parlava di “poesia ininterrotta”… Quindi, non la scrittura è il tema, ma la poesia, la voce che canta e del fluire delle cose e della loro eternità e della loro sorgente. Alfredo Tràdigo è cosciente di questa distinzione tra scrittura e poesia, e si abbandona alla scrittura per adombrarne la poesia.

La ricerca della grazia certezza dello spirito
di Curzia Ferrari, Letture, ottobre 2003
Tràdigo, con un tono tendente all’espressionismo per evidenza, gioco di luci, incisività e accentuazione cromatica, ci offre un piccolo capolavoro letterario, e forse teologico. Nell’ambito di una lingua passata con intelligenza per molti filtri, vediamo il Cervo dalle corna d’oro, per il quale lottano i Popoli, correre fra le ramaglie dei boschi, inseguito, concupito, ferito da frecce che, per fortuna, qualche volta sono di velluto, come nel caso del poeta che – bramoso di raggiungerlo – infine tutto si perde “nel firmamento splendente del (Suo) Pelo”.

Joanna Spendel, Docente di lingua e letteratura russa all'Università degli Studi di Torino, 7 luglio 2004
"Ho letto e riletto le poesie di Cercando il cervo: molti, anzi moltissimi versi sono di una straordinaria suggestione e incisività. Mi sembra un volume scritto a lungo e di una profonda densità".