Icone e volti d'Oriente

Icone e volti d'Oriente

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VATICANNEWS.VA

Luce e Bellezza. La teologia delle icone

VATICANNEWS.VA, 04 novembre 2020 - Paolo Ondarza

Sono oltre 400 le icone analizzate e divise per temi nel libro "Icone e Volti d'Oriente. Teologia della Bellezza e della Luce", scritto da Alfredo Tradigo. Il volume, edito da Mimep-Docete, guida il lettore alla scoperta di meravigliose opere finestre aperte sul trascendente, tra arte e fede.

Un volto davanti a cui pregare. Uno sguardo che attrae e cattura. Sono le icone legate alla fede e alla cultura religiosa ortodossa, ma che da ormai quarant’anni hanno conquistato anche i fedeli e i cultori d’arte d’Occidente. Oltre quattrocento le opere prese in esame nel volume “Icone e volti d’Oriente. Teologia della bellezza e della luce”, scritto dal giornalista e storico dell’arte Alfredo Tradigo ed edito da Mimep-Docete. Attraverso dettagliate descrizioni accompagnate da immagini a colori in un'accattivante veste grafica, il lettore è accompagnato a scoprire e leggere opere che vanno dal V al XVI secolo.

Lo sguardo magnetico

È un libro che si rivolge a tutti coloro che negli ultimi decenni si sono appassionati a questa produzione artistica. Quarant’anni fa le icone, messe al bando dal regime sovietico, giungevano in grande quantità dalla Russia in Occidente. Restaurate furono restituite all’originario splendore cromatico, oscurato nei secoli dal fumo delle candele e dato dai colori puri lavorati a pigmento e rosso d’uovo. Proprio il colore svolge un ruolo chiave in questa forma d'arte. Il fondo d’oro trasporta chi contempla verso l’infinito, sovvertendo i nostri parametri prospettici. “Affascina lo sguardo magnetico dei volti dipinti, una fissità di sguardo che ti tira dentro al quadro” spiega a Vatican News Alfredo Tradigo.

Volti eternizzati

“Per capire l’icona - aggiunge Tradigo - bisogna starle davanti tanto tempo. Nell’icona è rappresentata l’ipostasi, ovvero l’unione tra la natura umana e divina di Cristo. Protagonisti di queste tavole in legno, ricoperte di gesso, colla e tela, sono anche la Vergine o i santi. Quelli dipinti sono volti eternizzati. C’è chi fa derivare questo aspetto dai ritratti del Fayyum, nell’antico Egitto, realizzati per le mummie e i sarcofagi.

Finestre sul trascendente

“Le icone – prosegue Tradigo – vengono da un altro mondo, sono finestre aperte sul trascendente sia quando ritraggono personaggi dell’’Antico e Nuovo Testamento, sia quando rappresentano le dodici grandi feste della liturgia ortodossa”. Sono un ponte dal visibile all’invisibile. “Per essere dipinta secondo la sua vera natura – scriveva il filosofo e teologo russo Sergej Bulgakov – l’icona esige che il suo autore riunisca le qualità dell’artista e i doni del teologo contemplativo. L’arte da sola è impotente a creare l’icona così come la sola teologia, giacché la rivelazione iconica le eccede entrambe”.

Guardare e pregare

Guardare un’icona è pregare. “L’icona parla, prega per te, ma – prosegue Tradigo - è necessario comprenderne il linguaggio, come per la parola scritta”. L’auspicio dell’autore è che in una società che usa impropriamente il termine “icona” in ambito informatico o sociologico, attraverso il libro possa rinascere la curiosità per queste immagini sacre di un’unica Chiesa indivisa, che respira con i suoi due polmoni, l’Oriente e l’Occidente.

ICONECRISTIANE.IT

Icone e Volti d'Oriente

ICONECRISTIANE.IT, 17 novembre 2020 - Giuliano

Icone e Volti d'Oriente è la riedizione in formato più grande, completamente riveduta, ampliata nei testi e arricchita di oltre 100 immagini del volume “Icone e santi d’Oriente”, pubblicato nel 2004 nei Dizionari d’Arte Electa e tradotto in cinque lingue le cui edizioni polacca e italiana (30.000 copie) sono da anni esaurite.
Il volume esamina in modo dettagliato tutti i tipi iconografici della grande tradizione bizantina e russa. Ogni icona viene spiegata attraverso precise didascalie accompagnate da frecce che selezionano e indicano il particolare descritto. Scorrendo l’indice si va dagli Angeli ai Patriarchi e ai Profeti biblici, ai protagonisti dell’Antico e del Nuovo Testamento. Al centro l’icona di Cristo e della Madre di Dio. Poi nell’ordine le festività liturgiche, gli Apostoli, i martiri, i santi della tradizione greco-ortodossa e slava. Ogni tema è trattato con un breve capitolo introduttivo corredato da voci in cui vengono rubricate la festa, il titolo, le fonti, un testo della liturgia o della letteratura che si riferisce a quell’icona.

NORDMILANO24.IT

Novità in libreria: Icone, l’antico splendore vivente

NORDMILANO24.IT, 02 novembre 2020 - Angelo De Lorenzi

Oltre 450 capolavori raccontati in un libro scritto dal giornalista e scrittore Alfredo Tradigo che ripropone un’arte sempre attuale, strumento di dialogo con gli ortodossi, aiuto a riscoprire la fede. Un compendio d’arte e di teologia: ogni icona è identificata nei suoi particolari. Un attento e meticoloso lavoro ha prodotto per ogni immagine sei o sette didascalie con le frecce che spiegano, particolare per particolare, di che cosa si tratta.

Un libro dedicato alle icone rappresenta un avvenimento, un appuntamento imperdibile per chi avverte il desiderio di approfondire un tema che può averci attratto o semplicemente incuriosito: «Nel cristianesimo il culto delle immagini viene da lontano» – leggiamo nell’introduzione del recente Icone e volti d’Oriente, scritto da Alfredo Tradigo per i tipi della Mimep-Docete – e accompagna la storia della Chiesa d’Oriente e d’Occidente.

Il mondo ortodosso, in particolare, nei primi secoli ha strenuamente difeso il culto delle immagini dall’attacco dell’iconoclastia (lett. spezzare le icone). Difendere le icone equivaleva a difendere la fede stessa». Non c’è chi non abbia mai avuto un’occasione per vedere un’icona; negli ultimi anni si sono persino moltiplicate le scuole un po’ in tutta Italia, una passione dettata dal richiamo del bello, da un’esigenza di estetica, ma anche da un profondo senso religioso che trova nell’icona un approdo congeniale, anche ai nostri tempi. Perché le icone piacciono? Che cosa ci attira? Solo la bellezza?

RACCONTARE PER IMMAGINI CON LE ICONE

Consideriamo un particolare aspetto collegato alle icone. Esse non si limitano a illustrare un personaggio o un avvenimento sacro, ma lo interpretano in chiave teologica e simbolica secondo il pensiero dei padri della Chiesa. L’icona – in tempi recenti – ha rappresentato anche un ponte gettato tra Oriente e Occidente, uno straordinario strumento di dialogo con gli ortodossi e ancora adesso lo è, basterebbe gettare uno sguardo negli edifici di culto frequentati in varie città d’Italia dalla comunità ortodossa.

Nel panorama dei libri recentemente usciti sulle icone, questo curato da Tradigo è unico: 440 pagine, oltre 450 capolavori descritti che rendono vive e presenti le immagini dei profeti, dei personaggi evangelici, degli apostoli, dei martiri e degli asceti, dai primi secoli cristiani alla diffusione del cristianesimo ortodosso da Bisanzio alla Russia e ai Balcani. Si tratta di un libro unico anche per una caratteristica che lo distingue: ogni icona è identificata nei suoi particolari. Un attento, meticoloso lavoro redazionale ha prodotto per ogni icona sei o sette didascalie con le frecce che spiegano, particolare per particolare, di che cosa si tratta. Il lettore è così accompagnato, passo dopo passo, alla scoperta delle immagini: l’architettura, i vestiti, i personaggi. Tutto ciò che serve al lettore per imparare a capire il significato di ogni icona.

Il libro è diviso in sette grandi capitoli che percorrono le storie dall’Antico al Nuovo Testamento e dal Nuovo Testamento alla Chiesa primitiva, Antiochia e Gerusalemme. E poi da Gerusalemme alla Chiesa slava: Novgorod, Mosca e isole Solovki. Un libro che propone ai suo lettori la forza delle Immagini che descrivono «luoghi abitati da uomini di forte tempra mistica, ritratti spirituali che solo l’arte delle icone è riuscita a “fotografare”: apostoli, martiri, asceti, folli per Cristo. Sguardi che ci trapassano. Fissi sull’aldilà».