Dicembre 2009

Franco Erreni

Il soffio del cielo nel sottobosco umano

Le opere di Franco Erreni sono il travaglio di un uomo che vive, si interroga, non rimane insensibile davanti alla realtà. La sua pittura esprime l’ansia di dire, di capire, di comunicare una bellezza ritrovata nel profondo di sé dove parla e agisce il Mistero.
Tutto ciò si accentua e viene fuori negli ultimi lavori in cui Franco cercare di dare una risposta al caos dell'esistenza e del tempo che passa e consuma le cose, rendendole immondizia e rifiuto. Si potrebbe dire che Erreni trasporti la fresca brezza dei suoi paesaggi di Normandia e di Bretagna nell'immondizia di Napoli, per verificare la verità della sua pittura. Un gesto di coraggio e di umiltà che dà i suoi primi frutti in grandi tele dense di colore.
Abituato a cogliere del "mondo" il gonfiore delle nuvole, lo splendore della terra fatta oro dal grano maturo, il nitore delle piccole case degli uomini rannicchiate tra terra e cielo, Erreni affronta il nuovo paesaggio dell'immondezzaio senza pregiudizi; e ne rianima la natura artificiale con il soffio della sua pittura fatta di tratti decisi, in cui le masse di colore sembrano impigliarsi nelle sfumature della plastica come nuvole che imbrigliano il vento e i colori del mondo.
La poetica di Erreni è in fieri ma ne intuiamo i possibili sviluppi purché l'Autore si mantenga in equilibrio su questo confine, su questa soglia tra astratto e concreto come dimostra di sape ben fare in uno dei suoi ultimi quadri, Bacche rosse, in cui il microcosmo nostrano dei frutti del bosco si trasforma nell'intricato macrocosmo di una possibile foresta tropicale. Si intuisce che il soffio che investe la naturale artificiale delle immondizie è lo stesso che ravviva la fresca natura vegetale esplosa in fasci di erbe lunghi e sottili e nelle superbe macchie di colore delle bacche, sfacciate nel loro proporsi così come lo sono i rossi delle bottiglie firmate Coca Cola.

Naturale e artificiale diventano "Uno" nel colore e il mondo poetico di Erreni si rivela una finestra aperta a cui l'artista ci invita ad affacciarci. Esperienza condivisa e condivisibile di comunicazione tra artista e mondo che oggi sembra irrimediabilmente compromessa. Nel sottobosco dell'immondizia, insomma, si possono rintracciare segnali umani, un alfabeto che si ricostruisce dopo essersi corrotto, scomposto e frammentato nelle etichette ferite della plastica accartocciata; elementi in viaggio, indizi e segnali di un nuovo umanesimo cui Erreni aspira.
“Tutto il mondo sta in un filo d’erba" scrive Giorgio Carlassara, artista e storico dell'arte, riassumendo così la filosofia pittorica del suo allievo. E Franco, nei colori ben stesi e accostati, conferma un amore per il particolare, per il semplice e per il vero, elementi trascurati dalla cultura contemporanea. Recuperare dall'immondizia ciò che sembra umile e insignificante è infatti segno d'arte e di grandezza d'animo; ricerca di una bellezza più grande.

Curriculum vitae

Nato a Milano nel 1952, ha ereditato dal padre Sergio la passione per la pittura iniziando sotto la sua guida ad usare gli oli e ad “imbrattar tele” (come il pittore stesso usa dire). Nel 1989 frequenta il corso di disegno, pittura e Storia dell’Arte organizzato dal Comune di Gorgonzola e tenuto dai Maestri Loris Riva e Giorgio Carlassara che è rimasto in ottimi rapporti col pittore. Nel 1990 partecipa alla mostra collettiva organizzata dalla scuola stessa. Nel 1991 vince il primo premio all’esposizione concorso della “Biblioteca popolare del volontariato” di Cernusco Sul Naviglio.
Dal 2008 frequenta il corso di disegno dal vero alla Nuova Accademia di Belle Arti (NABA) tenuto dal Prof. Emanuele Mocarelli e dal 2009, sempre alla NABA, il corso di pittura tenuto dalla pittrice Luciana Meazza.

Alfredo Tradigo