Aprile 2011

CRISTO È RISORTO

1

Risorto, senza te in cui trascendersi
uomini molti tentano di esistere
in un moto perpetuo sadduceo.

O come Erode in cerca del piacere
senza finalità. Nell’entropia
non li potrà raggiungere la Calda Pace Tua.

Liberi a vuoto e falsamente allegri
gli scribi dello zero, disperando, sprofetano
il nulla. Tu Parola della Pasqua.

2

Eppure anche cristiani che non credono
in Te Risorto. Avremmo perduto
il tempo nostro…no! Tu il Giorno Terzo.

E saremmo rimasti senza spazi.
Se non che ci dimostri
come il sepolcro più non ti conterrà.

Anche sopra la morte sorridiamo
perché Tu non sei là e noi non siamo stati
dalla nemica ultima giocati.

3

Allora, perché, a tratti, mi succede
che ti chiamo e ti chiamo, come un muro,
Risorto, e ti nascondi? Energia
che prediligi, senza moti, raggiungermi.

O, proprio quando tutto sembra perduto,
di Te pieno mi trovo finalmente.
Qualunque attesa mia
superi e ti respiro nel Cenacolo.

Ma soltanto nel cerchio della fede
mi appari e sperimento
le tue Piaghe di Gloria
che m’irraggiano: Nero.

4

Sei tu, il Gesù di Nazareth,
che nel tuo corpo vivi geometrico,
a verdeggiare l’attuale terra.

E per qualunque strada tu c’inquieti
e ti posso incontrare ondulatorio
fra qualche istante sulla prima curva.

È questa la notizia che si scambia
di bocca in bocca, Tizzo Della Pasqua,
e magnetico Tu ci polarizzi:

5

“Cristo è Risorto!”,
per quanto tu ci lasci nel disagio, perché
la terra non è il Cielo. Là si tripudia.

Che importa? Tu mi dai la fedeltà
e lo sperare conforta i passi miei
di fonte in fonte, Amore Inesauribile.

È questa gratuità
che irresistibilmente
testi di te, il Vivente, ci fa.

Molti uomini tentano di fare a meno del Risorto e falliscono (1). Anche alcuni cristiani non credono nel Risorto (2) ed il poeta stesso a volte è provato, ma perché la sua fede cresca (3). Ora il Risorto è qui e lo si può incontrare (4), anche se questa terra ancora non è il Cielo (5).

Sac. Giovanni Costantini*

*Don Giovanni Costantini è nato a Treviso (da famiglia vicentina, di Sandrigo) il 27 aprile 1936. Di lui ha detto Raffaele Crovi: «Giovanni Costantini è il più grande poeta di oggi, un sacerdote che ha trasformato la teologia in poesia» (Avvenire, 5 gennaio 1992). Ha pubblicato Sacerdos in aeternum, Lo sposo è mezzanotte (Ares), Nei blu di Santa Trinità (Santi Quaranta).

La poesia di Costantini una zattera verso l'Eterno (labussolaquotidiana.it)