A DON GIUS

Ora che la morte ci ha restituito il corpo
E Cristo ti ha sciolto la vela
Verso il Suo porto dove cenare
Occhi negli occhi – lo stesso pane lo stesso vino
Tergi dai nostri le lacrime
Con quella tua voce asciutta e ruvida
Come vento caldo che scuote
E sempre comunicava a noi quell’ingenua baldanza
Così reale – così aderente al Vero
Più di noi stessi – del nostro incerto
E ora più sicuro sentire.