Scritto nel luogo detto del cranio
nella grotta sette metri sotto la croce
da un pellegrino la sera di Pasqua 2005

IL CANTO DELLE PIETRE

La roccia spacca – il terremoto la croce
infissa come s’infigge il cuneo
di legno bagnato nella pietra viva
delle cave di pietra
dove si ricava la pietra per le case degli uomini
dove si seppellisce la carne imbalsamata degli uomini

Il posto è il luogo detto del cranio
il legno bagnato dal sangue del giusto
spacca il cuore della pietra finché dalla pietra rinasca
giovane il tempo

La roccia – il terremoto la croce
la pietra là dove è infitto il palo tremendo del supplizio

Cosa siete venuti a vedere
in queste cave di pietre
in questo luogo del cranio
tra questi sepolcri che il sangue rappreso imporpora?

Legno infisso nella pietra
seme sepolto nel tempo lungo di quelle notti
in cui anche Dio fu riposo nulla silenzio
fredda pietra scavata dove il corpo è deposto
a un tiro di pietra dal golgota dove le voci diradano
in un fruscio lieve che scivola appena
nelle cavità della pietra
nel cuore della pietra dove il legno verde è infisso
dai colpi dei soldati – tra il riso sghignazzante dei soldati
il pianto straziante delle donne

…Perdona loro mentre giù in basso
tra i varchi delle pietre esplodono campane
caricate a salve e incedere di gente
colpi di flash – sciabolate di luce
a ferire le pietre dove al silenzio è frapposto
l’incalzante fragore dei riti differenti
accaparrarsi di pietre – frazioni

Che siete venuti a vedere in queste cave di pietra
che nessuno può toccare davvero
che nessuno può raggiungere realmente con la mano tesa
cuore della pietra ove permane
l’infinitamente grande – irraggiungibile giovane tempo

…Sogni di pietra che vuol farsi carne…
qui nelle cave dove negli angoli
qualche maria seduta riposa
sopra le pietre ricomposte in arche
Goffredo di Buglione e gli altri suoi fervidi compagni

Chi li ricorda?

La pietra e il marmo freddo sopra cui sediamo
indifferenti forse…

La pietra spacca – il sangue cola
sul cranio di Adamo… risveglia

Cosa siete venuti a vedere? cosa siamo venuti a vedere
in questa lontana provincia romana
covo di eretici – riottosi arabi e riottosi ebrei?

La pietra spacca – la pietra vecchia
la pietra scura qui tra le pietre
dove la cera cola goccia su goccia
mentre lontano scivola il canto del muezzin – esplodono i bronzi
delle campane vociferanti e liete
nell’aria rotolanti…

Cosa siete venuti a vedere
su questa pietra che l’olio accende consacra
su questa pietra dove l’ombra disegna
mani di donna e una carezza lieve
di rosa – un pianto di rosa e un battere di canti
asciutto poema della pietra che dipana il canto
poema di legno e di sangue
poema di luce che spacca il buio freddo della pietra
che la bianca mano dell’angelo rotola via
liberando il sepolcro

Chi ci rotolerà la pietra
ora che la crisalide ha aperto le braccia
e ha generato un corpo nuovo
fantasma d’aria e di luce?

Ma un fantasma non ha piaga né sangue o ferita
non ha fori di carne una fantasma
non ha passo d’uomo un fantasma
né voce risonante d’uomo

– Maria!

– Sei Tu?

– Maria!

– Gesù!

L’eco primaverile nelle valli
l’eco tra le cave di pietra – nel cavo della terra buia
sette metri là sotto a risuonare nel luogo detto cranio
dove riposa Adamo prigioniero ed Eva
incatenati ai morti–viventi

Ora la roccia è aperta – il vincitore è fuggito
il vincitore è salito – vittorioso impugnando
della croce il vessillo

Ora la pietra è fiorita in giardino
una luce più alta consola ogni lacrima – asciuga
delle donne il lamento

Donna non piangere – non piangere!

Vedi – la prima stella
sopra il sepolcro
è notte di pasqua – la prima stella
la nuova pasqua dell’anno

Epilogo

La pietre come ogni pietra
la pietra qui come altrove e il cielo
l’acqua e le palme – qui come ogni dove
– che sei venuto a fare
tra queste pietre che non puoi toccare?

Tra tutte le pietre uniche al mondo
queste pietre che non puoi toccare
pietre dove il mistero permane - eternamente
pietre che la tua mano non raggiungerà mai
cento volte tornasse a palparne il freddo sembiante di pietra
questa pietra che ha l’eterno nascosto nel cuore
il passo dell’eterno sul volto
la pietra permane – e tu ?

Come raggiungerLo?

Come toccarLo?

Con queste mani!