IL LIEVITO E LE BRICIOLE

Ci fai piangere ci fai ridere
Facendo roteare da lassù il tuo bastone (come Charlot)
Quale vuoto lasci? Nessuno!
Hai riempito la Storia
Con la tua presenza serena ferma lieta
Lievito sei stato e ora la pasta – la pasta della Storia fermenta
Hai chiuso – come si dice – in Bellezza
Davanti alla tua finestra
La piazza gremita di freschi canti
Primaverili
Hai visto morire la morte davanti a te
Hai chiesto – Chiamami! – ed Egli è venuto
L’angelo della morte è fuggito via
Allora hai detto il tuo Amen – Sì! È risorto!
Per tutti noi che hai amato
Per tutti gli uomini che hai amato
Di un amore grande così grande da essere stato
Tu Karol Woityla
L’amore stesso di Gesù
Un amore così grande che ha saltato i muri
Le etichette le religioni
Le barricate come stecchini
Con cui noi uomini sui tavolini dei bar
Abbiamo diviso il mondo
Pensando di possederne le sorti
Tu atleta e attore
Così semplice così in direttta
Hai spalancato la tua finestra al mondo
Il mondo è entrato
Si è seduto alla tua mensa
Nessun uomo potrà dire
Di non aver cenato
Almeno una frazione un attimo un istante
Con te
Almeno un bicchiere almeno un boccone
Almeno una briciola del tuo pane saporoso
Quel pane che la Vergine Maria ha impastato
Con l’acqua della sua fontana
A cui ragazza andava a prendere acqua ogni giorno
Totus tuus tuus tuus infinite volte tuus
Su quell’inginocchiatoio su cui ti inginocchiavi ogni sera
Nella cappella privata
A sgranare il tuo rosario sul mondo
Santità ora puoi sedere a cena
Con don Gius con suor Lucia
La vostra piccola mensa trinitaria apparecchiata
Dagli angeli del Cielo.