FELICITÀ DELL'ORTENSIA

Le ortensie hanno perso colore
Portato via dalla luce abbagliante di un cielo
Dove le nuvole vanno in corone aperte
Qui le ortensie hanno perso colore
Pigmenti d’azzurro e di viola – di lilla sepolti alle radici
Polveri e scarti preziosi di miniera
Le piccole infiorescenze a formare il mosaico
Grande della cupola in fiore
Gonfia e rigonfia d’acqua sopra ogni stelo
Mongolfiere e cuscini di fiori viaggianti
Nel giardino del tempo che fermo appare e mai non si ferma
Nella sua calma apparente
Sicuro nel suo divenire di re il cui regno è sospeso
A un istante di tempo breve–lungo di nuvole
Cielo abbagliante a scolorare l’ortensia
Il fitto della sua infiorescenza – oltre il muro dell’orto
In giardini d’umiltà e obbedienza
Meritate cupole d’una sempre più certa
Fiorita felicità

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IL CORPO DATO

Il corpo che si lascia inghiottire
Il corpo che si lascia riporre
Nell’armadio nascosto dei tabernacoli
E ritaglia la sua invisibile aureola
Là dove abbuia – prima che l’ostensorio
In teca di metallo e vetro
Lo rapisca tra fiammelle tremanti
Di processione
Il corpo che si lascia offrire
Ogni giorno sugli altari del mondo
E si dilata poi da quel preciso istante
Nell’oltre dei canti alti di rondine
Il corpo che è degli angeli
E si lascia quaggiù descrivere in mille vangeli
Al richiamo dei tasti che attraverso la rete
Internettono il mondo fino ai confini estremi
Dei continenti altrimenti condannati alla deriva
Senza quel corpo che li tiene insieme – d’aria e di luce
Fino al confine discreto del cuore
Senza più paura – alla conquista dei cuori che infine si nutrono
Di quel Corpo dato

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DELLA PREGHIERA IL CORSO

Se ogni giorno ripercorro la stessa via
Essa apparirà ai miei sensi ogni giorno più breve
Così è della preghiera il corso…
… Peccato che quella strada io percorro
Tanto di rado

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DAL SENO DEL TUO LIBRO

Dal seno del tuo Libro profumami
Passando dalle mie orecchie alla bocca alle viscere
Purifica la mia carne malata
Fin sotto l’unghia dove s’annida il Male
Purificami con il bacio santo delle Tue labbra
Di serafino ardenti colte al braciere
Posate qui sulle mie labbra perché non vacillino
Né mentano a me stesso dimentiche del vero
Purificami col sale del Tuo pensiero
Il fiato della Tua mente
La luce del Tuo sguardo sfolgorante in me.