NON È IL TUO FASCINO

Se inseguo il tuo gravido corpo presente
In un crescendo di luce
Tra le architetture del Politecnico e la chioma
Del vecchio ippocastano
Se immagino l’invisibile curva tracciata
Dal tuo solitario percorso – e i cerchi che da te si diffondono
Non è per il fascino della tua lampada ingiallita dal tempo
Che via via si chiarisce in un opale d’astro maturo
Non è per quel fascino che mi riporta al tempo
Quando il mondo dai suoi accampamenti
Restava stupito a guardarti
Non è per questo
Ma perché mi riporti nel cuore
Il sapore della stagione che ancora cambia
– Con ancora me dentro
E questa immagine di foglia bacata
Nel controluce dei rami.