È tempo di disfare il presepio

I personaggi del presepio se ne tornano tristi
Nelle loro scatoline di cartone
Avrebbero voluto adorare ancora un poco il Bambino
Avrebbero voluto stare ancora un poco accanto a Gesù
In mezzo alle lucine in quella notte d’attesa
E poi sotto la cometa all’arrivo dei Magi
Coi loro cammelli di doni
Avrebbero voluto… ma il tempo stringe
E la volta del cielo stellato scolora
Sorge il mattino e il cuore rimprovera
Di non aver vegliato abbastanza il Bambino
Lungo quella notte – ma ormai è tempo
Di nascondere nel buio le pecore bianche
La fontanella che canta il fabbro che batte
E il falegname che taglia il nobile legno
Per farne un cassetto una sedia una panca
È tempo di disfare il presepio e di andare nel mondo
A gridare che è nato è nato è nato
In banca in autostrada nell’angolo rotto
Dove ogni misero invoca un tetto una capanna
Un presepio per non piangere più.