La Verna

Le nebbie il muschio la radice
Tra le pietre lustre il gocciolio verde dell’acqua…
Troppe immagini troppi libri
Troppa sapienza – tutte queste cose non contano
Non bastano all’anima che ha sete

… Te avere o Altissimo e null’altro possedere
E in Te ogni cosa abbracciare!

Il vento cancella i pensieri
Nelle forre dove un letto di sasso
Ha il poverello d’Assisi
Quassù venuto a cercare rifugio
Nella pietra ferita – costato aperto di Cristo
Dal gran terremoto che sconvolse la terra

(… e il cosmo fu redento)

Il Re dalla carne ferita
In lui si impresse con chiodo ferrato
In un grumo di carne dell’uomo Francesco
Giullare di Cristo mendicante e cantore

Le nebbie le radici il muschio
L’acqua verde gocciala dalla barba umida del sasso
A un ritmo diverso da qui – dalla città in cui scrivo
Questo ricordo che brucia ferito di te Francesco
Di cui mi faccio giullare e cantore

Qui nella città dove il tempo gocciola
A un ritmo diverso dal tempo di Cristo
Fiamma ardente nella tua mano
Nel costato nel piede di te uomo Francesco
Simigliante perfetto al tuo Cristo

Abbracciato alla Sposa tua diletta
Di povertà madonna le dileggiate ricchezze
A te ritornarono in fiumi di Grazia

… Francesco là oltre la breccia
Del vivo presepio di Greccio
Dove nasce rinasce è rinato
Da una goccia di sangue prezioso l’Amore!