Di campane

Cade la neve a tocchi dalle impalcature
È bastato un po’ di sole
Cadono rintocchi
Gocce di metallo fuso dal secchio
Rovesciato del campanile
Vibrano nella mente perforano la dura cervice
In cerchi concentrici penetrano nel mortifero
Stagno del tempo che si disfa come guasto frutto
Scuotono penetrano percorrono vie segrete
Guariscono uniscono riannodano
Invisibili fili lassù appesi
E tu rinasci dall’alto
Mentre ancora rotolano si inseguono
Erratici giganti di pietra sui monti
L’eco giù per le valli
Finché demoni legati al richiamo
Della cordata con una sola voce cantano
L’unica nota che non smarrisce il cuore
Che chiama fuori dalla nostra vita
A rispondere battiti d’amore
Venite fuori! Venite fuori! anime
Un canto solo ripete: Esci!
E l’anima meschina si lascia penetrare
Da quel battere d’argento di dita
Da quel scavare di vomere nel ventre
Prono della vita dove gettare un seme
Feto racchiuso nella terra immota
E con un brivido un sussulto l’attraversa
Novalesa nel cuore dell’inverno breve
Arresa alla nascita inattesa
Ed è natale sulla terra bruna
Sulla tua terra sfinita.

 

Abbazia di Novalesa, 8 dicembre 2008