Dal nulla

Rimase il filare dei pioppi la roggia interrata
Rimasero occhi di papaveri affacciati
Alla corsa di asfalto gomma bitume
Rimase quel grumo di coscienza a ricordare
Che prima di essere tratto dal nulla non eri
Il tuo occhio la tua statura e quel grumo di pensieri
Che trasformavi piano piano in coscienza
Metabolizzando gli eventi e seguendo i refoli
Di quei sentimenti che solo tu provavi e trasformavi in esperienza
La scienza non avrebbe risposto al quesito
Del dito inficcato nel terreno a trarti
Dal grembo oscuro che si perde nel pozzo infinito
Dal puro nulla che affascina e inorridisce l’umano sei stato tratto
E una mano ti ha asciugato con la sua carezza tiepida il respiro.