I SANTI - PICCOLE STORIE DAL PARAGUAY n° 02 - ottobre 2007

Il santo di ottobre

“Quando avevo due anni, mia madre Malena, incontró un altro uomo che non mi voleva bene e pensó di vendermi a una signora, perché non voleva responsabilizarsi di me. La signora a cui fui consegnata disse a mia madre: “io la proteggeró e da oggi in avanti tu non avrai piú nessun diritto sulla bambina. Per me lei sará una figlia e mi chiamerá mamma”.
Avevo 11 anni e andava a scuola. Un giorno mia madre adottiva mi disse che mia madre biologica stava molto male. Ho preso la bici, erano le 12 del giorno e faceva un calore infernale, tanto che per il cammino svenni e perdevo sangue del naso. La cosa curiosa fu quando arrivata nelle copanna dove viveva mia madre, e mi resi conto che stava molto bene, tanto che stava prendendo il mate (una bevenda tipica da queste parti) con il suo amante.
Stanca del lungo viaggio mi sdraiai su un povero lettuccio. Mentre io cercavo di riposare, mia madre biologica mi lasció sola con il suo concubino che cercó di violentarmi: mi aveva venduto a quell´uomo per 5000 guarani (1 dollaro).
Quando compí 12 anni mi accadde un altro episodio che mi fece molto male. Mia madre, gelosissima del suo concubino e totalmente disinteressata di me e per di piú gelosa nei miei confronti volle vendicarsi del suo concubino. Come?
Approfittó del fatto che il suo concubino era andato a comprarsi una bottiglia di Rum per tentare di uccidere la mia sorellastra, nata dalla loro relazione, che aveva appena 6 mesi.
Io, come di costume, andavo sempre a vedere questa sorellina e quel giorno la incontrai che stava convulsionando, perdendo saliva dalla bocca. La presi in braccio e a piedi per km corsi a cercare aiuto e la Provvidenza salvó la mia sorellina. Cosa era suceso? Mia “madre” aveva piazzato vicino al giaciglio della sorellina un braciere con carbone acceso e aveva chiuso la porta e la finestra. Il fumo del carbone stava per soffocare mia sorella.
Passarono gli anni e anch´io mi son messa con un uomo del quale ebbi due figli.
Quando compi 27 anni cominciai a sentirmi male. All´inizio non le di importanza, ma quando le cose peggiorarono il mio compagno mi portó in ospédale dicendo al dottore di salvarmi.
Mi fecero gli esami, l´utero era totalmente infettato e marcio per un cancro. Nel frattempo il mio compagno mi abbandonó portandosi via i due bambini. Il medico mi operó e mi mandó a casa, nella capanna dove cominciai a vivere da sola e abbandonata. Accettai tutto per amore al Signore, perdonando quanti mi avevano fatto del male. Sola nella campagna, tormentata dal dolore, andavo mendicando a piedi dovunque per poter comprarmi la morfina, perché non ce la facevo piú. Un calvario indescrivibile: tutti i giorni satto il sole, ricurva su me stessa per il male a mendicare.
Finalmene un giorno una suora mi vide e rendendosi conto della mia situazione mi prese con sé e mi portó alla Clinica “Casa Divina Provvidenza San Riccardo Pampuri”, dove ho incontrato davvero la misericordia divina. In questo luogo non penso piú alla mia malattia, non ho paura della morte, vado dovunque perché per me il cancro non é niente, in quanto credo in Dio e amo la Madonna. Mai mi sono soffermata a pensare alla mia malattia. Quando uno ha la fede non ha piú paura di niente e in questa Clinica la mia fede cresce ogni giorno di piú.
Qui ho ricontrato la vita. Ho ricevuto anche la cresima da P. Aldo che é anche il mio padrino, che mi dá amore. Io gli voglio bene perché é mio papá, mi coccola e per questo mi sento felice. Lo stesso sentimento hanno i medici e il personale nei miei confronti. Mi sento guarita, anche se so di morire, perché mi sento amata, compresa, e in particolare perché tutti i giorni ricevo la Eucaristía. Vorrei terminare proponiendo una canzone che ho scritto alcuni giorni fa in occasione della morte di uno dei miei amici di AIDS, e che abbiamo velato qui nella clinica:

“Un tempo io fui prigioniero,
incarcerato da un tentatore vigliacco,
il peccato me teneva incatenato
dentro un oscuro e grande dolore.
Se ascolti oggi la voce del Signore
riceverai da Cristo la salvezza e una vita migliore
e alla fine di questa terra lui ti offre una casa nel cielo…
e senza dolore.
Se ascolti oggi la voce del Salvatore,
ricevi da Cristo il perdono”

María di Fatima, questo era il suo nome, morì alcune settimana fa, aveva 28 anni.
Morí con il sorriso sulla bocca e pregando.

Con affetto, P. Aldo Trento

 

stampa | ^ top | backpage<< | home