Il santo di febbraio
Bianca Neve e i sette...
Doni dello Spirito Santo. Qualcuno avrà pensato: adesso P. Aldo vuole raccontarci la storia di Bianca Neve e i sette nani, ma non é cosí, per questo insieme ai puntini, puntini, puntini, aggiungo: I sette doni dello Spirito Santo, perché solamente chi possiede questi doni può vivere come ha vissuto Bianca Neve”. La sua storia é l’evidenza del miracolo, di quello che puó fare la grazia Divina attraverso i sette doni dello Spirito Santo, che qui voglio ricordare per quelli che li hanno dimenticati o che non ne hanno mai sentito nemmeno parlare: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timore di Dio.
Bianca Neve (che bel nome ... mi ricorda non solo una storia simpatica che quando ero piccolo mi raccontava mia madre, la notte, prima di andare a letto, ma alla neve bianca, molto bianca delle mie amate montagne!). Bianca Neve é stata un'umile donna, che la malattia obbligò su una sedia a rotelle per 13 lunghi anni, impossibilitata a muoversi. L´unica forma che le rimaneva per comunicare era la parola, lo sguardo pieno di affetto e le mani, che con il tempo rimasero "mute", cioè immobili. Ha vissuto in un quartiere marginale, in un'umile casa, circondata dai suoi familiari e da sua figlia di 13 anni. Da giovane, aveva conseguito il diploma in scienze umanistiche; la fede, anima e respiro dei poveri di spirito, ha mosso tutta la sua vita, ma è diventata l’unica ragione della sua esistenza, quando un giorno, è rimasta paralizzata, assolutamente incapace di qualsiasi movimento.
Ancora giovane, ciò che per molti sarebbe stato un motivo di disperazione é diventata una ragione per vivere una vita più intensa ed impegnata, dalla sedia a rotelle creò una scuola per i bambini poveri ed analfabeti del quartiere. Tutti i giorni, circondata dai bambini, gli insegnava il catechismo, le preghiere, il gusto per la vita, inoltre, li aiutava nei compiti di scuola con una pazienza infinita. La testimonianza che, quando l´uomo vive l’esistenza come coscienza di essere relazione con il Mistero, di essere stato creato dal Signore, tutto si trasfigura, perche l'io ritrova quella unità persa con il pecato originale. Un'unità che si dilata, vivendo una solidarietá con il cosmo ed in particolare con il re del cosmo che é l’uomo stesso. Bianca Neve ha vissuto questa unità nella sua persona, un'unità ogni giorno più evidente grazie alla sua vita di fede, e perciò, in modo commovente e instancabile, completamente al servizio dei suoi bambini.
Con il tempo le sue condizioni sono peggiorate e il cancro si è impadronito di lei, ed a questa terribile malattia ne seguirono altre. La situazione diventava grave ed i medici le diagnosticavano 6 mesi di vita. La grande povertà non le permetteva di entrare in nessun sanatorio, ma la Provvidenza, che ama i suoi figli preferiti, i più umili e bisognosi, l’ha portata alla nostra clinica, dove adesso si trova anche suo fratello Pietro. É arrivata sorridente, nonostante il suo corpo era completamente rovinato. Già dal primo giorno il suo sorriso ha trasformato la sua camera in un tempio. Con tutti dimostrava una gentilezza ed una gratitudine impressionante. Non c’é una persona che si sia avvicinata a lei senza sentirsi provocata a un cambiamento. Era lei la presenza dello Spirito Santo con i suoi sette doni: La pazienza, più grande che quella di Giacobbe, non le ha mai permesso di concedersi un piccolo lamento, neanche quando la morfina non riusciva più a calmare il suo dolore; la sapienza le permetteva di gustare qualsiasi dettaglio; il dono del consiglio la spingeva ad incoraggiare chi, famigliare o no, si avvicina al suo letto; il dono della pietà trasforma il suo letto in un altare; il dono del timore di Dio era la coscienza chiara e intensa della tenerezza divina che transformava il suo volto; il dono della fortezza le permetteva di affrontare tutto con sicurezza, nella certezza che tutto era grazia e che tutto era utile per testimoniare la gloria di Dio.
Prima di morire, dice a sua cognata: “non vedo l’ora che il Signore mi porti con sè, desidero che si compia la Sua volontà, desidero già essere con il mio Dio. Non si preoccupino per me, perché quando Dio dirà basta io sarò pronta per stare sempre con Lui”.
Pregava continuamente e, negli ultimi giorni, quando alternava momenti di lucidità ad altri di incoscienza, pregava, offriva. Personalmente sono stato testimone dell’ordine con il quale pregava l’“Ave Maria” e le preghiere che fin da piccola avveva imparato da sua madre. Quando passavo davanti al suo letto con il Santissimo Sacramento, tre volte al giorno, lei mi aspettava con le mani giunte, in posizione di supplica, di ringraziamento al Signore per il dono della vita e della malattia. Quando riceveva l’Eucarestia il suo volto si trasfigurava: era l’evidenza che lei e Cristo erano una sola cosa.
I famigliari, conscienti del dono della sua persona, non l’hanno lasciata sola un istante. I suoi bambini, quelli del quartiere povero nel quale aveva vissuto la sua vita di madre e maestra, ogni giorno, volevano parlare con lei, purtroppo, la sua grave malattia non l’ha reso possibile. Ma questa intensitá di relazioni era l’evidenza che Bianca Neve era per loro la grande mamma e la buona maestra.
Quando è morta, dopo averla vegliata nella nostra clinica, é stata portata al suo quartiere perché i bambini, i bambini del quartiere volevano vederla, baciarla, salutarla, ringraziarla prima di lasciarla nella speranza della rissurrezione. Bianca Neve, una grande persona sconosciuta al grande publico, appartiene a quella classe di persone nelle quali la santitá é vissuta come conscienza che qualsiasi cosa, qualsiasi istante é relazione con l’infinito, e perciò, segno in questa terra della bellezza e della misericordia divina.
Una goccia nell´oceano, direbbe qualcuno ... ma senza questa goccia l’oceano della vita sarebbe stato terribilmente più povero.
Grazie, Bianca Neve, eroina del istante, testimone di quello che puó la fede e la sofferenza vissuta come il sacrificio di Gesù nell’altare della croce.
Con affetto, P. Aldo Trento |