Il santo di giugno
Il santo bambino
Padre Aldo ha trovato questo piccolo abbandonato di due mesi, ammalato di Aids, e lo ha subito adottato dandogli il nome "Gesù" e diventando padre per la tredicesima volta... grazie al suo voto di Verginità. Perché la Verginità è feconda, dono di un Dio che è Padre!
Cari amici,
questa mattina il Signore mi ha fatto una sorpresa. Mi alzo e trovo questo bambino nella casetta di Betlemme, abbandonato dalla giovane madre ammalata di AIDS. Lo chiamo Gesù e scopriamo che ha l’AIDS anche lui. Me lo prendo in braccio, lo guardo e sento un dolore immenso mescolato ad una grande tenerezza. Ringrazio Dio di avermi chiamato alla Verginità che sempre più vivo come l'unica pienezza di fraternità, perché è sinonimo di pura gratuità.
Quando a mezzogiorno tornano da scuola gli altri dieci figli dico loro: “ E' arrivato un nuovo fratellino, questa sera per festeggiarlo andremo tutti alla pizzeria com mamma Cristina”. L’allegria è tanta, solamente i tre più piccolini, per gelosia fanno il musetto. Però quando alle 19.30 siamo tutti attorno alla tavola della Pizzeria “O sole mio”, con mamma Cristina alla testa, è una grande festa. Gesù ha due mesi ed è bello come il sole. Adesso la casetta è piena: sono 13: da Gesù che ha due mesi, Abigail 7 mesi, Giorgetto, anche lui con AIDS di 1 anno, attualmente ricoverato nella nostra clinica, Carlito 1 anno e su su fino a Natalia 11 anni. Sono tutti miei figli. Alla mattina alle 7 vado a prenderli per portarli a scuola. Mi aspettano già in fila, un bacio ed una benedizione ad ognuno, attraversiamo la strada, ci fermiamo davanti alla grotta della Madonna e subito raggiungiamo il cortile della scuola. L’ultimo abbraccio è poi... prima di dormire alle 20.30 con il bacino della buona notte, le preghiere, il pigiama, la benedizione e ... hasta mañana. Lascio i miei piccoli e passo alla clinica per salutare i miei figli terminali.
L’ultimo saluto forte è per Eucarestia.... e finalmente vado a riposare.
Davvero sono commosso per il dono della vocazione alla Verginità perché questi bambini non gusterebbero tanto amore se Gesù non mi avesse fatto questo dono.
Con affetto, P. Aldo Trento |