La cittadinanza onoraria di Asunciòn per padre Aldo
Cari amici,
il giorno per me incomincia alle 5 del mattino e termina alle 23. Sono un po’ stanco, ma Gesù è con me tutto il giorno per cui tutto è più semplice e bello. Nelle ultime 24 ore ho accompagnato a morire 6 moribondi. Debbo dire che il cielo gode e l’inferno freme dalla rabbia, perchè la mia clinica rilascia solo passaporti per il cielo… e in quattro anni e alcuni mesi ne abbiamo già mandati quasi 600 in paradiso. Come vedete è il lavoro più bello che ci sia… perchè a cosa servirebbe la vita se non ci fosse il cielo? E che varrebbe vincere le 99 battaglie della vita se perdiamo l’ultima? Ebbene io vivo perchè quanti arrivano qui vincano l’ultima battaglia e a dire il vero ce la fanno. E non vi dico la rabbia di quello del piano di sotto, come la mia amica Lorenza di Monaco ama definirlo…
Ho da qualche minuto firmato le pagelle dei miei numerosi bambini. Quando sono arrivato alla casa numero 2 erano già tutti a letto. Solo la mamma Cristina, un figlio naturale Richard e un bebè di alcuni mesi, Arnaldo, stavano guardando la partita Paraguay-Venezuela (Lugo contro l’amico Chavez) vinta per 2-0 dal Paraguay. Povero Chavez… quante volte il vescovo-presidente l’ha vinta almeno sul piano sportivo.
Ho firmato lì dove è scritto: padre o madre. Una bella soddisfazione… molto più grande dei numeri che c’erano dentro. Solo qualche sufficienza e per il resto tutto da costruire. Però nessuno è più a 0 ma tutti a 1. Arrivare ad 1 è stata l’impresa più difficile… adesso c’è tutta la vita per crescere e arrivare al massimo. Dopo la firma li ho guardati mentre dormivano: sono proprio belli questi miei figli. Dietro i loro volti carini quanti segni di violenza, di sopruso…eppure adesso sono contenti nella loro casetta bella, grande, nuova. Si sentono amati ed io li adoro. Guai a chi me li tocca. Sono tutti qui per ordine giudiziario e, quindi, anche protetti legalmente contro ogni forma di violenza. Vedo in ognuno il bambino Gesù. Mi chiamano “papi”. E’ una soddisfazione che non vi dico… anche se, data l’età, mi sento più un nonno che un papà. Però papà si è sempre quando la verginità è la forma della vita. Guardandoli mi è più semplice capire perchè Giussani l’8 settembre del 1989 (19 anni fa) mi ha spedito qui. Lui si che ci vedeva bene…anche con gli schizzati come me. Invece di mandarmi dallo psicologo come fanno i preti moderni, formatori in particolare, mi ha mandato in Paraguay. Ce ne vuole del fegato per una simile operazione. Però i santi hanno fegato ed anche le palle. Ti guardano negli occhi senza fissare appuntamenti…e capiscono subito e decidono in pochi minuti, sconvolgendo tutto e tutti. Chi l’avrebbe detto 19 anni fa che quel prete depresso domani 10 settembre venisse nominato cittadino illustre di Asunción con il Sindaco che gli consegna le chiavi della città! Certamente nessuno è molto meno di questo asino che scrive. Così adesso con le chiavi potrò decidere chi lasciare entrare dentro e chi no. La lista sarebbe lunga, ma per il momento ve la risparmio. In fondo una chiave in più o una in meno in questa terra vale poco. Ciò che vale sono le chiavi di S. Pietro e quelle mi preoccupano un po’… ma la misericordia di Dio risolverà tutto. Il premio? Lo dedico alla divina Provvidenza che mi ha “fregato” perchè io in tutta questa vicenda non conto niente. O meglio, ho una grande responsabilità: ho sempre preso sul serio la vita e obbedito alla realtà. Molti anni fa una del gruppo adulto mi ha chiesto: ma tu a chi obbedisci? Non le ho mai risposto, semplicemente la guardavo e le dicevo: per il momento faccio già una grande fatica obbedire alla realtà…abbi pazienza che prima di morire imparerò ad obbedire anche ai Superiori. Beh, a dire il vero, se avessi obbedito di più ai Superiori e meno alla realtà non ci sarebbe tutto questo bel casino che la Provvidenza ha messo in piedi. E chissà, molti dormirebbero meglio…però non ci sarebbero quei 600 morti in paradiso, i miei bambini contenti, i miei vecchietti assistiti. E soprattutto non ci sarei io…questo rompiballe che ogni giorno mette a soqquadro il cielo e la terra con il suo mendicare.
E pian pianino sto imparando a obbedire a tutto e a tutti. Per questo oggi 10 settembre dopo aver ricevuto un immeritato premio sono commosso quando ho visto il Nunzio Apostolico in Paraguay presente alla cerimonia piangere dopo le mie povere parole in cui ho ringraziato Giussani, don Massimo, gli amici, attraverso cui il Signore ha cambiato la mia vita. Ma su questo vi scriverò raccontandovi il miracolo che è accaduto oggi nella sala del consiglio comunale della città di Asunción quando il consiglio intero ha riconosciuto il miracolo che don Giussani ha fatto recuperando questo uomo.
Pregate per me e buona notte, P. Aldo Trento |