Famiglia Cristiana n° 39 - settembre 2010

ARTE E PENSIERO - Un nuovo libro Bompiani

IL FILOSOFO E RAFFAELLO

Giovanni Reale interpreta due affreschi dell'artista. Le immagini del Dvd di Elisabetta Sgarbi completano questo libro-guida facile da leggere, sorprendente per la modernità con cui gli antichi affrontavano, per esempio, il problema dell'educazione.

Il professor Giovanni Reale, uno dei massimi esperti di filosofia antica, non è nuovo a queste incursioni nel mondo dell'arte. Dopo essersi occupato nella collana Bompiani da lui diretta della Crocifissione di Grunewald (2006), della Primavera di Botticelli (2007) e del Sacro Monte di Varallo Sesia (2009), oggi esce con l'interpretazione di due capolavori di Raffaello: La Disputa sul Sacramento o Rivelazione delle cose divine e La Scuola di Atene (Bompiani 2010, col dvd di Elisabetta Sgarbi).
All'interno del percorso di visita ai Musei Vaticani, i due grandi affreschi di Raffaello Sanzio (quasi otto metri di base) sono visibili sulle pareti opposte della stanza della Segnatura, luogo dove un tempo si amministrava la giustizia papale. Giovanni Reale presenta nel suo libro-guida i testi dei filosofi che hanno influenzato Raffaello nel dipingere queste due opere commissionategli da Papa Giulio II tra il 1508 e il 1509 e che rappresentano l'una la sintesi del pensiero antico e pagano (La scuola di Atene) e l'altra quella del pensiero moderno e cristiano (La disputa sul Sacramento, che negli anni immediatamente successivi sarà il tema-chiave del concilio di Trento).

Riannodando le immagini alle fonti, Giovanni Reale ricollega Raffaello ai pensatori pagani e cristiani che lo ispirarono: Platone e Aristotele, i santi Agostino e Tommaso, gli umanisti Marsilio Ficino e Pico della Mirandola; e poi, naturalmente, alle inesauribili fonti della Bibbia e anche della Divina Commedia di Dante Alighieri, da cui Reale ricava moltissime citazioni riportate a commento delle immagini.

Davanti a queste opere, come davanti a un palcoscenico affollato di attori e comparse, sarebbe impossibile identificare i personaggi antichi e moderni: 55 gli attori "pagani" della Scuola di Atene, 63 gli attori "cristiani" della Disputa del Sacramento (senza contare le decine e decine di angeli).
Nella Scuola di Atene Raffaello attualizza il passato prendendo a prestito, per rappresentare il filosofo Eraclito, solitario e pensoso, i tratti di Michelangelo Buonarroti; e per Euclide, fondatore della geometria euclidea, quelli dell'architetto Bramante; dietro il gruppo degli astronomi, Raffaello si autoritrae. Nella Disputa sul Sacramento l'artista inserisce Dante Alighieri nel semicerchio dei santi dell'Antico e del Nuovo Testamento - Ambrogio, Agostino, Tommaso, Adamo, san Pietro, Mosè, Matteo, Abramo, san Paolo -, radunati a semicerchio intorno all'altare dell'Eucarestia, centro dell'affresco.

Il professor Reale chiarisce che "Disputa", proprio secondo il pensiero di sant'Agostino, significa semplicemente "rivelazione e spiegazione delle cose divine". E sempre dal filosofo Agostino Raffaello deriva la struttura della Disputa divisa in tre grandi sfere, secondo lo schema neoplatonico ripreso dall'umanista Pico della Mirandola: la sfera sopraceleste con Dio Padre al centro, circondato dagli angeli; la sfera celeste con Cristo tra Maria, Giovanni Battista e gli apostoli; infine, la sfera terrestre con l'altare e l'Eucarestia.

Una possibile chiave di lettura dell'affresco è la misteriosa figura giovanile di sinistra che indica allo spettatore l'Eucarestia e pare ripetere le parole di Dante: Matto è chi spera che nostra ragione / possa trascorrer la infinita via (Purgatorio 3,36).
Nella Scuola di Atene ritroviamo il misterioso personaggio biancovestito che rappresenta la bellezza e la bontà del giovane allievo che vuole intraprendere il cammino per diventare un vero filosofo.

Cammino che passa attraverso le discipline matematiche, che come gradini ci introducono alla filosofia: la musica che infonde nell'anima il senso della proporzione; l'aritmetica che trascina verso l'essenza della realtà; la geometria che porta verso la verità; l'astronomia, infine, che costringe l'anima a guardare verso l'alto, strappandola alle cose di quaggiù. Un programma scolastico molto attraente anche per la scuola e i giovani d'oggi, se si pensa che fu scritto nel IV secolo da Platone nella sua Repubblica.

E il volto di Platone dai lunghi capelli e dalla barba bianca dipinto da Raffaello al centro della Scuola di Atene, accanto ad Aristotele, verrà copiato da Leonardo per il suo famoso autoritratto. Platone alza il dito indice verso l'alto a indicare le realtà ultime e lo stesso gesto è ripreso nella Disputa del Sacramento da san Giustino, il santo più vicino all'Eucarestia, che alza il dito verso il Paradiso.

Fede e ragione dialogano e si confrontano in queste due opere d'arte, dimostrando l'attualità di ciò che è stato pensato e scritto dagli antichi filosofi pagani e cristiani e dipinto da Raffaello per noi, uomini del XXI secolo, ancora assetati di bellezza e bisognosi di capire.