Informazioni

  • Categoria: Poesia
  • Editore: Mimep Docete
  • Data: 2022
  • Acquisto online: Non disponibile
    Prossima pubblicazione

Presentazione

2022 - Vincenzo Sansonetti

Abitare i giorni, che riunisce componimenti scelti dell’ultimo ventennio, è la raccolta poetica della piena maturità di Alfredo Tradigo. Vi riversa in essa, “ora che gli anni sono passati”, ricordi personali intrisi di dolce malinconia (“risento sull’onda quei suoni d’infanzia venire”) e avvenimenti storici trasfigurati in chiave lirica (“quale grande Angelo abbracciò le due Torri”). Ma non mancano riferimenti biblici (numerosi, da Cana a Zaccheo, dalla Samaritana al tradimento di Pietro), celebrazioni di Santi (Francesco d’Assisi che “prepara alla Chiesa una nuova primavera”, Riccardo Pampuri che “ancora va dritto alla meta”) e citazioni letterarie e di costume (il dottor Zivago, Charlot). Spazio anche agli affetti familiari (“mi manca ora la ruvida carezza della tua mano”), a trasognate immersioni nella natura (“davanti ai grandi alberi muti saremo ancora felici come bambini”), a delicate pennellate per le creature più lievi e nascoste (“un istante prima del buio dipana la bianca matassa la bionda lumaca”).

Per l’Autore esprimersi in versi è come respirare, è il modo più immediato di mettersi in contatto, in comunione con se stesso, con gli altri, con il mondo che lo circonda, ma soprattutto con Dio, perché “scrivere è dovere d’attesa”. Il contesto sociale politico e culturale, nelle prime due decadi del terzo Millennio, è profondamente mutato. Siamo tutti, chi più chi meno, “appesi ai telefonini”. Il sole sorge ogni giorno e come sempre ci trafigge con i suoi raggi, ma non ne avvertiamo la presenza né il calore, perché non sappiamo più “le cifre degli alfabeti divini”. Ecco, l’assenza sempre più diffusa di ogni riferimento trascendente e di senso è il vero virus che ci sta distruggendo; restano solo tracce di un’epoca diversa, più libera e più autentica, quando “tutto era lieve tutto sembrava nostro - un assoluto da amare”. L’incipit della poesia dedicata all’Arca di Noè descrive in tre versi tutta la potenza creatrice del Signore: “che bello quando Dio con le nuvole disegnò il progetto d’ogni cosa”. Ma non tutto è perduto. Il Poeta può essere triste ma non disperato, sofferente ma sereno, a disagio e in difficoltà ma non impotente, timoroso ma ancora vivace e operoso. Così, forse un giorno “cancelleranno il presepio - come un’inutile perdita di tempo”, ma ci sarà chi tornerà “con antiche pietre a costruire tutti i presepi che mancano all’Europa di domani”. Certo, la fragilità è nella natura della creatura umana e la tentazione di cedere alle lusinghe del Maligno sempre in agguato (“un buio senza notte”). Ma vince il perdono del Padre, come per il figliol prodigo riaccolto a casa (“là sono nato – là rinascerò”).

Nell’estrema varietà e ricchezza di componimenti (91 poesie in versi liberi divise in 9 sezioni) spiccano alcune perle, autentici gioielli. Come Pensionato, dove “cantano le bocce” e “un bianchino è il sole della tua giornata”. O Mani brune dolcissime, dove il commiato dalla vita terrena di una persona molto cara è descritto in modo impareggiabile (“un foulard di seta trattiene i capelli e una ciocca fuoriesce di bambina che corre felice”). Ma affiora qua e là anche una punta di ironia, come in Turisti: “vanno gli uomini a Sharm El Sheik e si dimenticano i loro dialètt”; fulminante dichiarazione antiglobalista, per un recupero delle nostre radici. Infine Francia – ritorna alla tua fede! trascende i limiti di una semplice poesia, per trasformarsi in un accorato appello, un sincero atto d’amore per il Paese transalpino, che prende spunto dall’incendio che ha devastato la cattedrale di Notre Dame: nei versi di questo piccolo capolavoro scorrono le abbazie e le chiese di Francia, i Santi francesi (da re Luigi al Curato d’Ars), i grandi intellettuali testimoni della fede (da Peguy a Claudel), le apparizioni della Vergine (Lourdes, La Salette, Rue du Bac): “i pilastri della terra hanno in te radici… Francia! dolce Francia ritorna ad essere Francia”. La figlia primogenita della Chiesa.

Con questa preziosa raccolta Alfredo Tradigo esalta “l’eterno presente della poesia”. Forse la sola, nei nostri giorni dolenti, capace di far sbocciare la roccia e trasformare la pietra in amore. A una condizione: tornare umili viandanti, ritrovare “lo stato d’animo del viaggio”… “questo bellissimo terribile viaggio” che è la vita dell’uomo.