Informazioni
- Categoria: Arte
- Editore: Mimep Docete
- Data: 2026
- Acquisto online: Mimep
Introduzione
Riprendendo lo schema delle medievali Bibliae Pauperum il libro presenta 57 episodi biblici che hanno mirabile corrispondenza nell’Antico e nel Nuovo Testamento.
Attraverso le opere d’arte dei più grandi maestri gli episodi prendono vita e svelano il loro profondo significato: l’Antico Testamento profetizza ciò che avverrà nel Nuovo che a sua volta dà pieno compimento e significato a quanto preannunciato negli episodi della vita di Israele e dei suoi protagonisti.
La Bibbia svelata - Presentazione in pdf
Video Presentazione
LA BIBBIA SVELATA
L'arte illumina le scritture
Recensioni
IL SUSSIDIARIO
“La Bibbia svelata” dall’arte: un modo nuovo, anzi antico di contemplare Dio
Maria Gloria Riva - Il Sussidiario.net - 04 aprile 2026
"La Bibbia svelata. L'arte illumina le Scritture" di Alfredo Tradigo è un vademecum di cultura e preghiera, sulle orme della tradizione monastica.
Salutiamo con gioia questa nuova fatica di Alfredo Tradigo, La Bibbia svelata. L’arte illumina le Scritture (Mimep Docete, 2026) che ancora una volta, come si esprime il card. Gianfranco Ravasi nella prefazione, “va alla ricerca di opere artistiche distribuite nei secoli che hanno compiuto una specie di ‘esegesi’ delle pagine evangeliche. Si tratta di una vera e propria interpretazione che attualizza e trasfigura quelle scene facendole rivivere agli occhi di coloro che contemplavano questi dipinti”.
La più antica tradizione monastica, la lettura pregata della Scrittura (o Lectio divina), fa rimbalzare in un testo biblico mille e mille suggestioni che, per così dire, inanellano il Primo e il Nuovo Testamento. In tal modo episodi e simboli concorrono ad offrire quel sensus plenior della Scrittura che fonda l’esperienza vera del credente. A questa plurimillenaria tradizione Tradigo aggiunge lo stupore dell’arte, che mentre illustra il Mistero narrato lo interpreta, rendendolo ancor più evidente.
Nell’Annunciazione, ad esempio, si vede riflesso l’antico episodio della Genesi in cui Adamo ed Eva, dopo aver perso la comunione con Dio, la vedono ristabilita dalla venuta dell’Emmanuele, il “Dio con noi” che riapre le porte dell’Eden. O ancora l’episodio di Gedeone, il quale ripetutamente chiede a Dio un segno. Egli, adagiando un vello sul terreno, al mattino lo scopre asciutto mentre il campo è bagnato dalla rugiada, ripetendo poi l’esperimento, trova il vello bagnato di rugiada, mentre il campo resta perfettamente asciutto. La Chiesa ha sempre letto in questo “segno” la Verginità di Maria che resta intatta prima, durante e dopo il parto.
Allo stesso modo l’episodio della Resurrezione di Cristo è messo a confronto con altri due episodi biblici: Giona che esce dal ventre della balena, usato dallo stesso Gesù come parabola del suo destino: “Come Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra” (Matteo 12,40) e Sansone che, divelte le porte della città di Gaza, lancia contro i filistei il suo grido di liberazione. Sono tre immagini pasquali di passaggio dalle tenebre alla luce, di liberazione e di vittoria sul male e sulla morte.
I Padri della Chiesa dei primi secoli, a partire da Ambrogio, Agostino, Ireneo di Lione, Ignazio di Antiochia, Giovanni Crisotomo, Giovanni Damasceno e tanti altri, usavano nella predicazione questo metodo chiamato “allegorico-spirituale” e fondato, appunto, sul confronto tra immagini del Primo e del Nuovo Testamento.
Proprio sant’Agostino, che oggi papa Leone XIV ci ha reso attualissimo, ha sintetizzato così questo metodo: “Nell’Antico Testamento è nascosto il Nuovo, e nel Nuovo l’Antico diventa chiaro”. Il Santo di Ippona, da neo-battezzato, apprese tale lettura della Bibbia dal vescovo Ambrogio il quale “leggeva, interpretava e predicava le Scritture secondo il metodo allegorico-spirituale che egli prediligeva rispetto a quello classico, storico-letterale “nel desiderio di andare oltre il velo della lettera” (da uno scritto di mons. Enrico Dal Covolo).
Di qui nasce il percorso visivo del volume La Bibbia svelata, che attraverso l’arte, in un viaggio che attraversa venti secoli di storia, ci “svela” come ogni episodio, immagine, personaggio dell’Antico Testamento abbia il suo corrispettivo nel Nuovo, in un gioco affascinante di corrispondenze e rimandi. La Bibbia rivela la sua unità e la sua chiave di lettura nella figura di Cristo. A Lui rimanda la folta, luminosa schiera di testimoni dell’Antico Testamento che popolano il testo sacro come Noè, Abramo, Isacco, Giacobbe, Giuseppe, Mosè, Davide, Salomone.
È interessante scoprire come anche il Catechismo della Chiesa Cattolica, affianchi e consigli, accanto al più tradizionale metodo storico-letterale normalmente usato oggi nella predicazione e nella catechesi, il metodo allegorico-visivo. In esso ad ogni immagine (o “tipo”) presente nell’Antico corrisponde un’immagine (o “antitipo”) presente nel Nuovo. Dice il Catechismo: “I cristiani leggono l’Antico Testamento alla luce di Cristo morto e risorto. La lettura per ‘tipi’ ne rivela l’inesauribile contenuto. La primitiva catechesi cristiana vi farà costantemente ricorso” (Catechismo, capitolo II, articolo 3,III,129).
Alla scoperta degli antichi testi patristici Tradigo affianca lo studio “dal vero” di alcuni esemplari di Bibliae pauperum, si tratta di veri e propri manuali illustrati che dal Due-Trecento hanno ispirato gli artisti europei nelle loro opere, mettendo a confronto le immagini dell’Antico e del Nuovo Testamento. Proprio da uno di questi manuali, una Biblia pauperum del 1470 conservata alla Biblioteca Estense di Mantova e pubblicata in fac-simile (Guaraldi) nasce La Bibbia svelata.
Perché, dunque, la Bibbia si esprime non solo per concetti ma anche per immagini? Risponde a questa domanda un illuminante passo del monaco trappista Thomas Merton: “Le Scritture si esprimono sempre con un linguaggio figurato perché gli interventi di Dio nella storia degli uomini sono dei misteri che eludono la portata dei concetti umani”. Una grande lezione che trova le sue radici nelle parole di uno dei Padri della Chiesa d’Oriente dei primi secoli, Gregorio di Nissa: “I concetti creano gli idoli, solo lo stupore conosce”.
Così, sfogliando le pagine di La Bibbia svelata, il lettore abbraccia tutte le tappe della storia dell’arte, dal Medioevo di Giotto fino al Novecento di Marc Chagall, scoprendo corrispondenze e relazioni tra le immagini e i testi patristici e biblici. Come in un affascinante atlante iconografico, Alfredo Tradigo ci conduce, attraverso il mondo dell’arte e della Bibbia, a scoprire il pensiero dei Padri della Chiesa dei primi secoli cristiani densi di spiritualità, sapienza e poesia, per giungere anche a quelle intuizioni più moderne che trovano il loro culmine nella grande opera museale di Chagall intitolata il Messaggio Biblico. Una felice espressione di questo artista ebreo e universalista, ci offre un suggestivo invito alla lettura di questo volume: “La Bibbia è l’alfabeto della speranza in cui per secoli i pittori hanno attinto il loro pennello”.